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SNAMI Spezia

Presidente della Sezione SNAMI di La Spezia è il Dott. Luigi Caselli telefono 0187970140

Progetto ADI.Accordo con ASL 5 per organizzazione assistenza domiciliare integrata per 4 accessi settimanali per 8 settimane. Prevista una UVM ove siamo rappresentati dal Dott. Ceragioli al quale è possibile rivolgersi per dettagli sul progetto.

Progetto GERONTE.Indagine epidemiologico statistica riferita a pazienti ultra 75 che prende in esame l'autonomia, lo stato psichico, lo stato mentale, le patologie principali. Adesione di circa 60 MMG con aggiornamento ogni 6 mesi per due anni delle schede di rilevamento. Per ulteriori specifiche rivolgersi al Dott. Ceragioli.

La Spezia in breve.

Progetto TVP.Percorso diagnostico terapeutico per pazienti con TVP in collaborazione con Div. Medicina Ospedale S. Andrea mediante contatto diretto con amb. TAO. Previsto Corso Formazione ( durata 2 ore ) con rimborso spese.

Progetto DIABETE.Su base Progetto IGEA 2008, in collaborazione con Centro Antidiabete della ASL 5 stabilito percorso per diabetici tipo II ben compensati e noti che potranno accedere al loro MMG ogni 3 mesi per esecuzioni controlli compresi nel protocollo. Ricorso al CAD solo in caso di variazioni cliniche controllo ogni anno per accertamenti secondo livello.Obiettivo : decongestionare CADPrevisto Corso Formazione e rimborso spese.

LA SPEZIA

SINTESI ATTIVITA’ 2011 SNAMI LA SPEZIA. Istituito Gruppo di Lavoro per la Gestione del Rischio Clinico(composto da MMG e componenti ASL La Spezia)Obiettivo: sviluppare strumenti di Clinical Governance ed elaborare progetti e percorsi diagnostico-terapeutici condivisi tra MMG e Specialisti Ospedalieri attuabili nella realtà sanitaria spezzina e nell’ottica di migliorare la qualità di lavoro dei MMG ricercando appropriatezza e ottimizzazione delle risorse evitando eccessivi carichi burocratici per il medico.SNAMI è presente con Dott. Enzo Ceragioli che ha contribuito alla elaborazione di progetti relativi alla gestione di diabete, TVP (già operativi) ed altri PDT inerenti alle patologie della tiroide ed all’insufficienza renale cronica.Analisi dei 2 progetti attivi:Progetto Gestione Integrata diabete mellito : presa in carico dei pazienti diabetici tipo II in condizioni di compenso metabolico. Accesso al CAD solo una volta / anno, per il resto gestiti dal MMG secondo un protocollo condiviso di visite e accertamenti mirati con frequenza trimestrale. Progetto è stato rivalutato e ricontrollato dopo un anno, segnalando le criticità emerse. Attraverso incontri di formazione ottenuta una maggiore partecipazione dei colleghi con risultati soddisfacenti, ma indispensabile attivare flussi informatici tra MMG e CAD ( attualmente dati cartacei ).Progetto TVP : rivalutazione dopo un anno ha dimostrato efficienza e gradimento del servizio in collaborazione ambulatorio II° Divisione Medicina. Per MMG disponibile numero telefonico in caso di sospetto clinico di TVP (score di Wells) per ottenere in 24-48 ore esame CUS ed Ecocolordoppler vasi venosi senza passare CUP. Ridotti accessi al P.S. e diagnosticati e trattati in 10 mesi più di 40 casi (diagnosi entro 24 ore).Formazione.Creata da qualche anno Commissione Coordinamento Attività Formazione MMG diretta da Direttore Sanitario ASL5. Tale Commissione,in collaborazione con Commissione per Rischio Clinico in Medicina Generale,stabilisce un calendario di congruo numero di corsi di aggiornamento rivolti a tutti i MMG con partecipazione di Specialisti Ospedalieri dell’ASL, dirigenti sanitari e MMG.Il Dott. Ceragioli Enzo collaborando in questa Commissione è stato Relatore in dieci Eventi Formativi finanziati dalla ASL Spezzina nel corso dell’anno 2011 con ottenimento per i partecipanti di crediti ECM.Informatizzazione.I MMG rappresentativi delle varie associazioni sindacali e società scientifiche presenti sul territorio dell’ASL 5 hanno formato un Gruppo di Lavoro insieme agli informatici della ASL allo scopo di analizzare il livello di informatizzazione dei MMG e migliorare i flussi informativi tra territorio, azienda e ospedale.Inoltre è in programma lo sviluppo di un sistema di prenotazione diretta degli accertamenti di laboratorio e delle visite specialistiche con il ritorno dei referti direttamente nella cartella del medico curante.Il progetto è fattibile utilizzando il software che in provincia di La Spezia hanno praticamente tutti i MMG (Millewin), va studiato e contrattato nei particolari, ma può portare vantaggi anche economici rilevanti ed un miglioramento della nostra qualità del lavoro (poter ricevere i referti degli esami senza trascriverli è un aiuto sostanziale che può compensare il tempo perso per le prenotazioni).

SINTESI ATTIVITA’ 2012 SNAMI LA SPEZIAFORMAZIONE.Anche in l’anno 2012 è proseguita l’attività di aggiornamento e formazione per i MMG con la nostra partecipazione all’organizzazione di 10 corsi patrocinati dall’azienda ASL5 e finanziati con i soldi dei nostri fondi regionali per la medicina generale. I corsi hanno garantito ai partecipanti crediti ECM necessari per l’anno 2012 ( ogni corso sono circa 4 punti ), oltre un incentivo economico,rientrando nel quadro di un progetto aziendale.PROGETTI E PERCORSI DIAGNOSTICO-TERAPEUTICI.Dopo aver constatato il successo e il gradimento per i percorsi diagnostico-terapeutici già in essere dall’anno scorso relativi alla gestione del Diabete e della TVP , in collaborazione con la parte Aziendale e con la Fimmg locale, abbiamo partecipato alla stesura di altri 2 percorsi, relativi alla diagnosi e gestione dell’anemia e all’appropriatezza dell’uso dell’ecocardiografia ( argomenti sollecitati da noi e dai colleghi ospedalieri perché ritenuti fonte di grave inappropriatezza ), fornendo così ai medici di medicina generale interessati la possibilità di usufruire dei mezzi per raggiungere più facilmente una diagnosi instaurando una collaborazione fattiva con i colleghi ospedalieri.COLLABORAZIONE INFORMATICA.Il Dott. Ceragioli ha partecipato ha numerose riunioni con i responsabili informatici dell’ASL 5 per organizzare una collaborazione che potesse portare vantaggi in termini di “sburocratizzazione” dei servizi con maggior efficienza degli stessi.In particolare:- sperimentazione con successo del sistema di prenotazione diretta degli esami di laboratorio con ritorno dei referti in cartella . Attualmente solo per gli esami del sangue,ma in estensione a imaging e viste specialistiche ( trattativa economica a parte ). Il sistema dovrà essere rapido e non arrecare un’eccessiva perdita di tempo al medico, tutto compensato dal fatto che il ritorno dei referti nella cartell clinica informatizzata.-invio telematica tramite Datasiel dele prestazioni di maggior impegno professionale (PIP) evitando documentazione cartacea , oltre all’esecuzione dell’allineamento dei dati periodicamente (1 volta al mese) per l’aggiornamento costante delle anagrafiche e delle esenzioni dal ticket. Con l’ultima scadenza delle esenzioni per reddito è successo di tutto e di più e questo è un sistema che ci verrà utile in futuro ( scadenze di gennaio e marzo 2013).-“mail aziendale” ossia nome.cognome@asl5.liguria.it ( la sto sperimentando io e altri 4 colleghi della Fimmg ) con la quale possiamo instaurare un collegamento efficace con i medici ospedalieri e l’azienda stessa, con flussi informativi in tempo reale.Tutte queste attività rientrano in un pacchetto denominato “collaborazione applicativa” che porta un incentivo economico.VACCINAZIONE ANTINFLUENZALESiamo di fronte al classico esempio di “nozze con i fichi secchi”. A La Spezia le Organizzazioni Sindacali (Fimmg, Snami e Simet) hanno rifiutato l’accordo proposto dall’ASL per la vaccinazione di massa per :1)Mancanza di copertura assicurativa : nonostante una solo “verbale” assicurazione dell’assessore regionale, non è stata data alcuna risposta ufficiale né all’azienda , né ai rappresentanti sindacali. La copertura assicurativa sembra esserci solo per gli eventuali danni subiti dal paziente, ma sono escluse le spese legali e le altre spese conseguenti all’evento dannoso ( risarcimenti vari di persone terze,etc.). C’è poi il diritto di surroga ? Insomma non è stata fatta chiarezza. Molti di noi hanno un’assicurazione personale , ma si ricorda che questa ad oggi non è ancora obbligatoria, per cui alcuni potrebbero non essere assicurati.2)Carenza di fornitura dei vaccini e di fondi a disposizione dei medici : si è fissato l’obiettivo di vaccinare il 75% degli ultrasessantacinquenni + le categorie a rischio. In provincia di La Spezia equivale ad una disponibilità di circa 50.000 dosi di vaccino , ad oggi le dosi disponibili per i medici sono e rimarranno 15.000. Il budget messo a disposizione dall’ASL5 ( invariato da 3 anni!) è di 200.000 euro disponibili per pagare i medici, ma se si vaccinassero tutti i pazienti definiti nell’obiettivo i soldi necessari, fatta salva la quota di 6,16 euro a vaccino, dovrebbero essere più di 300.000 euro (6x50.000), ossia un terzo in più dello stanziamento previsto.3)La quota Nazionale singola di 6,16 euro a vaccino è dovuta solo per la vaccinazione e invio cartaceo dei riepiloghi dell’avvenuta vaccinazione.Se l’Azienda richiede altre prestazioni tipo :a)invio telematico obbligatorio dei report di vaccinazione entro date precise,b)impegno a contattare i soggetti a rischio che necessitano di vaccinazione, c)vaccinazione del 100% dei soggetti a rischio non deambulanti,d)esecuzione del 97% delle dosi di vaccino ritirate,pena il pagamento da parte del medico delle dosi ritirate, ma non utilizzate se non riconsegnate entro il 10 dicembre, secondo noi la quota stessa di 6,16 euro va riconsiderata e altrimenti incentivata.Per tutti questi motivi si è deciso di non aderire estesamente alla campagna vaccinale, ma di vaccinare solo i pazienti non deambulanti su richiesta ( per “senso civico”), cioè i pazienti in condizioni tali da non poter accedere alle strutture aziendali preposte . Si è comunque lasciati liberi i colleghi di comportarsi secondo scienza e coscienza .

I Medici hanno manifestato a Roma, in Piazza SS. Apostoli, il 28 Novembre 2015.Perchè? Contro chi?Finalmente una manifestazione unitaria, forse la prima: ci volevano la “Riforma Balduzzi” e poi le “direttive Lorenzin” per convincere i Medici italiani (Veterinari compresi) che la misura è colma. Finalmente una esternazione possente, convinta, lucida, corale contro la burocratizzazione della sanità, la sua disumanizzazione, lo spostamento del focus della professione dalla cura della persona al rispetto -esclusivo, dominante- dei parametri gestionali. A tappe successive, a furia di parlare di adeguatezza, pertinenza ed efficienza, si sono impoveriti gli ospedali delle risorse essenziali, si è bloccato il turnover del personale, si è ostacolata la formazione di nuovi laureati e di specializzandi, si è svuotata la riserva delle troppo scarse borse di studio, si sono operati tagli dove invece bisognava intervenire per ammodernare ed efficientare l'esistente, spesso obsoleto o quasi. A nulla servono poche eccellenze se il quadro generale è sotto i requisiti minimi, diversi da regione a regione. Se le attese per prestazioni essenziali di prevenzione, cura e monitoraggio oltrepassano limiti accettabili. I Medici hanno gridato in piazza il loro dissenso, hanno rigettato la responsabilità di una simile situazione, hanno chiesto di uscire dall'ambiguità di doversi accollare di fronte ai cittadini -persone da assistere e non “utenti”- le tante manchevolezze del sistema. E' stato un coro di testimonianze sgradevoli e pesanti, di vita vissuta nei Pronto Soccorso, nelle sale operatorie, nelle corsie, negli ambulatori, nei laboratori, negli studi convenzionati e al letto dei malati nelle loro abitazioni. Si è criticato il passaggio dal “tutto a tutti dalla culla alla bara” del 1978 alle cure contingentate, centellinate e a volte “ri”pagate a furia di ticket o con il ricorso al “privato”. In questa situazione il principale soccombente è il rapporto medico paziente, fulcro del patto di fiducia senza il quale nessun intervento curativo, particolare o globale, può sussistere. Da una parte si tiene ossessivamente conto del monitoraggio delle prestazioni, limitando le spese, comminando sanzioni a chi esce da parametri e direttive, dall'altro si ignora completamente l'aspetto umano della “cura”, che è personale, individuale e finalizzata alla salvaguardia del bene più importante: la salute. Eravamo partiti bene, razionalizzando le prestazioni sino allora disperse in mille rivoli ed assicurandole a tutti i cittadini, abolendo pregiudizi medievali (c'erano ancora malattie considerate “voluttuarie” e quindi non degne di essere curate dalla sanità pubblica). Ma ora, lasciando decidere al computer se il paziente ha diritto ad una prestazione, ad una medicina, ad una esenzione, e rischiando di persona una sanzione, si trasforma il Medico in una appendice non digitalizzata di una macchina. Che non eroga “cure alla persona”, ma prestazioni parametrate secondo criteri attuariali più adatti ad altri ambiti, quelli produttivi e mercantili. Non meravigliamoci se è nata una “medicina difensiva”, anche se questa è l'espressione di tanti diversi fattori, non ultimo una grossolana disinformazione dei cittadini sui problemi della sua salute. Ed è colpevole non porvi rimedio e lasciare al Medico questo complesso compito proprio delle Istituzioni.La Piazza Santissimi Apostoli, nel cuore della capitale, era stracolma, coloratissima delle bandiere dei tanti sindacati di categoria, vivace e inaspettatamente allegra. Ciascuno di noi era felice di trovarcisi immerso, di constatare quanti colleghi di tutta Italia avevano sentito il dovere di venire a testimoniare il profondo disagio ormai insopportabile che ingrigisce quotidianamente il nostro lavoro. Ma, purtroppo il “pubblico” mancava del tutto in quella bella piazza, ammesso che avesse voglia di preferirci alla contemporanea, organizzata, rodata manifestazione di protesta dei rappresentanti del “Pubblico impiego”, scattata come una molla appena sfiorato da dichiarazioni ministeriali sulla “meritocrazia nel lavoro”.Come troppo spesso è già avvenuto in passato, i Medici devono ancora, forse, imparare a lottare per i loro sacrosanti diritti, e smettere di recitare l'un l'altro, ingenuamente e improduttivamente, il lungo “cahier de dolèances”. E' vero che la loro tradizione culturale, e il particolare ruolo svolto nella società, malgrado tutto ancora impregnato di una buona dose di “missione”, li rendono alieni dall'intraprendere una vera lotta per l'affermazione dei loro diritti; ma si dovrebbero convincere che ormai non si tratta soltanto dei “loro” diritti, ma di quelli di tutti i cittadini. Ed è con questi che devono rinnovare il patto di alleanza, per contare di più e far sentire davvero la loro voce. E, intanto, chiedersi come mai nessuna testata giornalistica “ufficiale” si è accorta della manifestazione unitaria e nazionale di Tutte le categorie mediche italiane.



SINDACATO NAZIONALE AUTONOMO MEDICI ITALIANI - LIGURIA